Nel giorno del mio compleanno, mio marito non mi ha nemmeno fatto gli auguri, per non parlare dei regali. Al lavoro, i miei colleghi mi hanno organizzato una piccola festa, mi hanno regalato dei fiori e abbiamo condiviso una torta. Eppure, dentro di me, qualcosa non smetteva di darmi fastidio: Yura non mi aveva chiamato, nessun messaggio, nessun “Buon compleanno, Leska”.
Col passare delle ore, la mia inquietudine cresceva.
Poi, nel tardo pomeriggio, una collega si è avvicinata a me abbassando la voce.
“Ho visto tuo marito al caffè…” ha detto, quasi esitante. “È seduto con dei fiori, sta aspettando qualcuno.”
Fiori? Yura non ha mai comprato fiori senza motivo. E ultimamente, con tutte quelle ore extra al lavoro… una volta non era neppure tornato a casa, dicendo di aver dormito da un amico.
Il cuore mi è balzato in gola. Il pensiero mi ha paralizzata per un attimo, poi ho afferrato il cappotto e sono corsa fuori.
Correvo senza pensare, con il cuore che mi martellava nel petto. E se mi stesse tradendo? Se, nel giorno del mio compleanno, fosse seduto con un’altra donna?
Sono entrata nel caffè con il fiato corto, scrutando nervosamente l’ambiente.
E lì, vicino alla finestra, c’era Yura.
Seduto, con un mazzo di fiori in mano. Da solo.
Quando mi ha vista, si è alzato subito con un sorriso.
“Vieni qui.”
Ma la mia rabbia non era svanita.
“Quindi stai qui mentre io lavoro e nemmeno ti sei ricordato di farmi gli auguri?!” ho sbottato, incrociando le braccia.
Lui, tranquillo, ha preso la mia mano.
“Aspetta, aspetta…” ha detto con calma. “Volevo farti una sorpresa. Ho aspettato che finissi di lavorare.”
Ho sbattuto le palpebre, confusa.
“Cosa…?”
Mi ha porso una scatolina, piccola e ordinata, con un fiocco.
L’ho aperta con dita tremanti. Orecchini d’oro. Quelli che avevo sempre desiderato, ma che non avevo mai avuto il coraggio di chiedere apertamente.
Le lacrime mi sono scese sulle guance prima ancora di rendermene conto.
Avevo pensato al peggio, mi ero immaginata scenari terribili. E invece… lui era lì, ad aspettarmi, per rendere speciale il mio giorno.
Quella sera siamo rimasti a lungo nel caffè, parlando, ridendo. Per la prima volta dopo tanto tempo, non di lavoro, non della routine quotidiana, ma di noi.
Questo compleanno non lo dimenticherò mai.
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