​​


Francesca Brandoli si toglie la vita in carcere: aveva ucciso il marito Cristian Cavalletti con l’amante



Nella mattinata di oggi, Francesca Brandoli, una donna di 52 anni, è stata trovata morta nel carcere di Bollate, dove stava scontando l’ergastolo per l’omicidio del marito, Cristian Cavalletti. L’episodio si è verificato alle prime ore dell’alba, quando la detenuta è stata trovata impiccata con un lenzuolo all’interno della sua cella.



A confermare la notizia è stato il Garante dei diritti dei detenuti di Milano, Francesco Maisto, che ha dichiarato: “L’ho incontrata 15 giorni fa. Anche se aveva qualche problema di salute, nulla mi ha fatto pensare che fosse in una situazione tale da compiere un simile gesto. Sono sconvolto.” Secondo le informazioni disponibili, Francesca soffriva di depressione da tempo, una condizione che si sarebbe aggravata dopo la nascita del suo secondo figlio nel 2002.

L’omicidio di Cristian Cavalletti risale al 2006 e ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Francesca Brandoli è stata accusata di aver assassinato il marito con l’aiuto del suo amante, Davide Ravarelli, anch’egli condannato all’ergastolo. La notte tra il 30 novembre e il 1 dicembre, Francesca e Davide avrebbero aggredito Cristian infliggendogli circa venti coltellate e colpi di martello. Questo crimine è avvenuto in un contesto drammatico, poiché proprio quel giorno un giudice aveva stabilito l’affidamento dei loro due figli minorenni all’ex marito. Francesca ha sempre dichiarato la sua innocenza, affermando: “Quella sera ero sotto casa di mio marito perché volevo vedere i miei bambini. Sono salita in casa solo per salutarli. È stato Davide Ravarelli, voleva impedirmi di frequentare ancora Cristian. Mi ha chiuso in macchina ed è andato.”

Nel 2011, Francesca ha attirato nuovamente l’attenzione dei media quando, mentre era detenuta nel carcere di Bologna, ha incontrato e sposato Luca Zambelli, un uxoricida che nel maggio del 2006 aveva ucciso la moglie, Stefania Casolari, con 28 coltellate. Luca, idraulico di Sassuolo, aveva commesso il delitto dopo aver scoperto che la moglie aveva un altro uomo. Nonostante il matrimonio tra Francesca e Luca sia stato celebrato con rito civile, la coppia si è separata cinque anni dopo.

La notizia del suicidio di Francesca Brandoli ha sollevato interrogativi sulla gestione della salute mentale dei detenuti e sul supporto disponibile per coloro che affrontano gravi problemi psicologici. Le autorità competenti sono ora chiamate a esaminare le circostanze che hanno portato a questo tragico evento e a garantire che simili situazioni non si ripetano in futuro.

La comunità e i familiari di Francesca si trovano ora a dover affrontare una grande perdita e una serie di domande senza risposta. La sua morte segna un capitolo doloroso nella storia di una donna che ha vissuto esperienze traumatiche e difficili, sia in libertà che in carcere.

Le autorità di Bollate e il Garante dei diritti dei detenuti stanno collaborando per chiarire i dettagli di quanto accaduto e per comprendere se ci siano state delle negligenze nella sorveglianza della detenuta. La situazione di Francesca mette in luce la necessità di un intervento più efficace per affrontare le problematiche di salute mentale all’interno delle carceri italiane.



Add comment