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Domestica incinta minacciata dalla vedova di un generale: “Dovevi tenere le gambe chiuse, vattene”



Una donna, vedova di un ex generale dell’esercito, è attualmente sotto processo con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Secondo le accuse, avrebbe minacciato di morte una coppia di dipendenti, entrambi in attesa del loro primo figlio. I due, che avevano lavorato per la donna e il suo defunto marito, si occupavano della lussuosa villa di Morlupo. Oltre alle minacce ricevute, la coppia non avrebbe percepito diverse mensilità, motivo per cui ha deciso di denunciarla.



La storia, riportata da Il Messaggero, ha inizio nel 2016, quando la coppia ha subito gravi perdite a causa del sisma che ha colpito Amatrice. Dopo il terremoto, si sono trasferiti dai genitori di lei, cercando lavoro per ricominciare una nuova vita. Tra gli annunci trovati, uno sembrava promettente: vitto e alloggio pagati, con uno stipendio di 2.500 euro per lavorare come domestici. Così, sono stati assunti dall’ex generale e dalla sua moglie, e inizialmente tutto sembrava procedere per il meglio.

Tuttavia, la situazione è cambiata drasticamente con la morte del generale, avvenuta a causa di una malattia. In seguito, la domestica ha scoperto di essere incinta, notizia che ha scatenato la furia della vedova. Secondo quanto riportato, la donna ha usato parole pesanti nei confronti della coppia, esclamando: “Potevi tenere le gambe chiuse p…”. Ha poi continuato minacciandoli: “Andate via subito altrimenti vi faccio sparire, mio figlio lavora nell’Esercito e ha la pistola. Ne ho anch’io di pistole, se non ve ne andate vi sparo”.

La situazione è degenerata ulteriormente durante un festeggiamento di Capodanno, quando la vedova ha sparato in aria per divertimento. Questo episodio ha spinto la coppia a lasciare il lavoro e a presentare una denuncia contro di lei, non solo per le minacce verbali, ma anche per recuperare le mensilità non pagate. Ora, la vicenda è passata nelle mani del giudice, che dovrà decidere sul caso.

La denuncia della coppia non è solo un atto di difesa personale, ma anche un tentativo di ripristinare la giustizia dopo aver subito intimidazioni e violazioni dei diritti lavorativi. La loro esperienza mette in luce le difficoltà affrontate da molti lavoratori domestici, spesso vulnerabili e privi di tutele adeguate.



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