​​


Bus finisce nel Po a Torino, l’autista aveva forti dolori: “Aveva chiesto antidolorifici per la schiena”



L’autista del bus che è caduto nel fiume Po dal ponte di Piazza Vittorio Veneto a Torino si sentiva male da diverse ore prima dell’incidente. Nicola Di Carlo, 64 anni, aveva manifestato il suo malessere in più occasioni, chiedendo anche aiuto ai turisti a bordo riguardo a medicinali per alleviare il dolore. In particolare, aveva riferito al figlio telefonicamente di avvertire un forte dolore a una spalla e aveva richiesto antidolorifici o antinfiammatori.



Testimoni, tra cui alcune maestre in gita scolastica al museo Egizio, hanno confermato che l’autista si lamentava di un persistente mal di schiena durante tutta la giornata. “Per tutto il giorno ha ripetuto che aveva mal di schiena – hanno raccontato le insegnanti – e ci ha chiesto delle medicine”. Questi elementi hanno spinto gli inquirenti a considerare l’ipotesi che Di Carlo possa essere stato colto da un malore fatale prima di perdere il controllo del veicolo.

L’incidente è avvenuto intorno alle 17:33 di mercoledì e, a quattro giorni dall’accaduto, i primi accertamenti suggeriscono la possibilità di una patologia cardiaca, potenzialmente aortica. I sintomi descritti, come il forte dolore alla schiena e alla spalla, sono frequentemente associati a tali condizioni. L’indagine è coordinata dai pubblici ministeri Rossella Salvati e Vito Sandro Destito, i quali stanno raccogliendo informazioni per chiarire la dinamica dell’incidente.

Ulteriori indizi sembrano supportare l’ipotesi di un malore. L’analisi del manto stradale non ha rivelato segni di frenata sull’asfalto, suggerendo che il pullman non abbia tentato di arrestare la sua corsa prima di sfondare il parapetto di pietra dei Murazzi. Questo fatto indica che l’autista potrebbe non aver avuto il tempo necessario per fermare il veicolo.

Alcuni testimoni hanno riferito che l’autista stava manovrando il bus quando, all’improvviso, il veicolo ha iniziato a muoversi all’indietro, finendo nel fiume. Coloro che hanno assistito alla scena hanno immediatamente parlato di un possibile malore, notando che Di Carlo non ha neppure tentato di fermare il mezzo. I familiari dell’autista hanno sottolineato che, se fosse stato nelle sue facoltà, avrebbe sicuramente cercato di salvare se stesso e il bus.

La tragedia ha suscitato un’ampia attenzione mediatica e ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei conducenti e sulle misure di salute che devono essere adottate per prevenire simili incidenti. La situazione evidenzia anche l’importanza di una corretta valutazione della salute degli autisti, specialmente in situazioni di lavoro ad alta responsabilità come quella del trasporto pubblico.



Add comment